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IL PRESIDENTE ONORARIO10 OTTOBRE 2008 PRESENTAZIONE MILANO
- GIUSEPPINA STREPPONILE DONNE DI VERDI VERDI BENEFATTORE • VERDI A PIACENZA

 

MARY RAPACCIOLI, Leonora Oberto Conte di San Bonifacio
Che dire di me? Il maestro ha dato a me, per prima, l’onore di chiamarmi Leonora… altre  mi seguiranno, forse voleva essere un buon auspicio ed io potevo essere felice. Ma non è andata così. O meglio, in un primo momento, innamorata e corrisposta da Riccardo Salinguerra ( già questo cognome avrebbe dovuto mettermi in guardia) ho creduto nel vero amore. Non potevo lontanamente pensare che il mio Riccardo fosse già promesso a Cuniza, sorella di quel feroce Ezzelino da Romano che anche Dante citerà per la sua ferocia. Credevo che lui fosse mio. Quando ho scoperto quale sarebbe stato il mio futuro, con l’aiuto di mio padre l’ho cercato per poter intralciare le sue nozze e farlo ravvedere. Lui ha detto di me cose inenarrabili e, a quel punto ho aperto il mio cuore a Cuniza. È stata lei a decidere di sacrificare il suo amore per far sì che Riccardo si assumesse le sue responsabilità. Ma non avevo considerato l’orgoglio di mio padre. Mentre noi parlavamo ha sfidato a duello Riccardo e solo il nostro intervento ha bloccato in un primo momento, il combattimento. Quei due hanno solo finto di desistere e, spostatisi nel bosco hanno ripreso. È stato lì che mio padre è stato colpito a morte. Cosa contava ormai per me ereditare i beni che Riccardo voleva lasciarmi come sua discolpa? Cosa poteva mai più riempire la mia vita? Da allora, vivo  in un convento e rimpiango la mia vita, quella di prima.
Nella vita reale Leonora è maestra in una piccola scuola della nostra città. Ama leggere, scrivere, suonare la chitarra anche con il piccolo coro della parrocchia, stare con gli amici e creare con le mani. Il suo grande amore l’ha sposato quasi 24 anni fa; ha due figli “grandi” anche in altezza… che la sovrastano data la sua scarsa prestanza fisica. Crede nel profondo valore dell’amicizia, nella solidarietà e nella pace.
Grazie a Luciana, che ha conosciuto attraverso una terza amica speciale ( chissà perché tutte e tre… si chiamano Leonora…) ha accolto la proposta di aggiungersi al gruppo delle Verdissime!
Ho scelto questo personaggio anche perché il suo nome mi univa a due carissime amiche. Io e Leonora abbiamo pochi punti in comune se non forse una certa dose di ingenuità. Mi è anche piaciuto però il suo coraggio e l’incontro fortunato con quella rivale che, grazie al dialogo e alla vicinanza nel sentire, si trasforma in amica. Nessuno si è mai battuto a duello per me ( almeno… non mi risulta…) però so di avere tanti amici e tante amiche che non mi lascerebbero sola a combattere contro le difficoltà della vita ( e me lo hanno già dimostrato!!)

FRANCA PAJOLA, Marchesa del Poggio Un giorno di regno
Quando la Presidente Luciana Dallari mi ha chiesto di aderire all’Associazione Verdissime.com, ho subito pensato di scegliere un personaggio femminile minore tra le numerose opere verdiane, trascurabile come notorietà, ma di forte carattere e spigliata esuberanza.
Ho scelto così La Marchesa del Poggio, dall’opera “Un giorno di regno”.
L’opera di genere buffo, rappresentata per la prima volta a Milano nel 1840, offre momenti divertenti e musica ben scritta. Lo schema dell'opera buffa tradizionale è sottolineato da Verdi con fedeltà agli stereotipi: due bassi comici (Barone Kelbar e tesoriere La Rocca), tenore di grazia (Edoardo), soprano volitivo (Marchesa), mezzosoprano sognante (Giulietta), coppia d'amanti male assortiti da volontà altrui e ordito per ristabilire le coppie giuste.
Il personaggio della Marchesa del Poggio denota da subito una spiccata personalità: è una donna molto abile, intelligente, caparbia e determinata.
Decisa e scaltra, la Marchesa è una specie di figura machiavellica in “gonnella”: sfrutta le risorse ingegnose del bel sesso per riacciuffare l'amante, mostra carattere vivace, spirito combattivo, humour ma anche sentimento pervaso di malinconia.
L’idea di presentarmi all’interno dell’associazione e al pubblico come la Marchesa del Poggio mi diverte molto, soprattutto perché è una delle poche opere di Verdi in cui la trama offre versi di sciolta e serena ironia e il finale è brillantemente gioioso.  
Il  ruolo non poteva calzarmi meglio, soprattutto in questo determinato momento in cui, oltre alla mia naturale euforia, si aggiunge l’entusiasmo per la dolce attesa di una bimba, la prima nata delle Verdissime!!!

PAOLA DEI, Abigaille Nabucco
Abigaille rossa come la passione, Regina della notte, come Persefone rapita da Ade nel momento di maggior dolore, assurta al potere perchè riconosciuta dal popolo come portatrice di questa forza misteriosa in un momento in cui alla donna tutto questo non viene riconosciuto con facilità.  Sembra essere l'unica delle eroine verdiane ad essere riconosciuta come detentrice di potere.
Apparentemente cattiva si assume la responsabilità di esserlo salvo poi mostrare di sè la parte più fragile e femminile. Doppia come Persefone, forte come le amazzoni, fragile come una donna, si riconosce donna quando dominata dalla passione sarà capace di compiere atti di forte impatto emotivo e di dare la morte a se stessa per sua mano.

PIERA REBOLI,Viclinda I Lombardi alla prima Crociata
Ho scelto l'eroina verdiana Viclinda dei Lombardi alla prima crociata perché, per me, rappresenta un modello di femminilità che racchiude dolcezza ed equilibrio, di donna che interpreta un importante ruolo di pacificazione. Una donna promotrice e costruttrice di pace, preziosissima risorsa per la salvezza di chi si ama e dell'umanità intera. Per fortuna anche oggi le Viclinde sono tante.

CARLA FONTANELLI, Ernani Elvira
Apprezzo il personaggio per la sua figura di nobile fanciulla spagnola, quasi un’anticipazione della Leonora del Trovatore, ma di lei ancora più forte e decisa. Elvira è al centro del dramma imperniato sull’amore di tre uomini per lei: il vecchio tutore Silva, Grande di Spagna, che vorrebbe sposarla, don Carlo, il futuro imperatore Carlo V, ed Ernani, il bandito (in realtà un aristocratico oppositore del Re), l’unico che la giovane donna ama a sua volta appassionatamente.
Elvira vuole sfuggire a Silva ed osa anche respingere con fierezza le profferte d’amore di don Carlo, il quale però saprà essere magnanimo nei confronti dei due giovani.
Quando sembra che si sia risolta la situazione , resa intricata dalla gelosia e dall’odio di Silva per Ernani e dalla posizione di ribelle di Ernani stesso, i due giovani finalmente convolano a nozze , ma Ernani al triplice suono del corno deve uccidersi secondo il giuramento fatto a Silva; Elvira si accascia sul corpo dell’amato, a sua volta sconfitta dalla malvagia passione del tutore.

ELISABETTA PELOSI, Lucrezia I due Foscari  
Sono un Ariete, e come tale se so di avere ragione, se vedo un'ingiustizia su di me o qualcun altro, mi faccio uccidere piuttosto che cedere o desistere. Così da quel che ho potuto leggere è Lucrezia. Una donna che è disposta a tutto pur di non far condannare all'esilio ingiustamente il suo amato, lotta come una leonessa fino alla fine e viene beffata dalla vita due volte: la prima perchè Jacopo viene condannato nonostante la sua innocenza e la seconda perchè la morte di Jacopo sopraggiunge prima che emerga la verità.
Il seguito della sua vita viene lasciato in sospeso, come se ognuno dovesse immaginarlo a suo piacimento, a me piace pensare che la sua vita, nonostante le grandi responsabilità che avrà dovuto affrontare (due figli da crescere sola), è stata una vita intensa e senza rimpianti. Lucrezia è una donna molto moderna.
Questo carattere è anche un po’ mio, a volte mi metto anche nei guai per questo ma, è più forte di me.

ELISABETTA MIRRA, Giovanna d’Arco Giovanna d’Arco
Idealista con vocazione per le guerre perse? Anelito spirituale? Amore per la Francia? Impegnata a dimostrare il valore delle donne e quasi sempre in pantaloni? Visionaria o strega buona, certo non legna da ardere? Magari pure santa, datemi tempo? Ma sono io! E grazie per intanto alla mia grandissima amica Luciana Dallari ed alle Verdissime per avermi riconosciuta ed accolta fra loro.

SERENA SANMARCHI, Luisa Luisa Miller

COSETTA ALLEGRI, Alzira Alzira
Nel 1998 il Comune di Busseto mi ha affidato l’incarico di consulente turistico-culturale per la gestione dell’Ufficio Turistico e dei luoghi verdiani in occasione delle Celebrazioni Verdiane del 2001. In quell’anno ho organizzato, per la prima volta, la messa in scena di Alzira, in collaborazione con lo Stadttheater Passau, al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto e visto che si trattava della prima opera teatrale che seguivo da dietro le quinte mi è entrata nel cuore.

CLAUDIA D’IMPORZANO, Odabella Attila

MAURETTA FERRARI MELLI, Lady Macbeth Macbeth
Si colmi il calice
Di vino eletto;
Nasca il diletto
Muoia il dolor
Da noi si involino
Gli odi e gli sdegni
Folleggi e regni 
Qui solo l’amor….
Così canta Lady Macbeth nel mezzo di quella vicenda delittuosa che ha portato lei e il consorte sul trono di Scozia per l’illusione di un attimo.
E Lady Macbeth, mentre invita al brindisi gli ospiti del banchetto reale, sembra più una nobildonna padana alla sua corte, preoccupata della buona riuscita della festa, che il condensato di assoluta malvagità che ispira senza alcuna remora le azioni del marito. Questo, forse, ci permette di riconoscere quel po’ di Lady che abbiamo in ognuna di noi. Subito dopo la canzone la consorte, molto aiutata dall’incapacità di Macbeth, si fa avversa e nessuno dei piani delittuosi si realizza. L’ammonimento diventa inevitabile: mai fidarsi troppo dei propri mariti! Infatti le cose da lì in poi precipitano con una velocità che avvicina la tragedia a una tragica farsa fino all’epilogo conclusivo.
Rimane un’ultima considerazione: solo le donne, quando perdono, sanno farsi da parte con l’eleganza e lo stile di Lady Macbeth. Carissime Ladies un bacio a tutte voi.

MARIA VITTORIA GAZZOLA Amalia I masnadieri

MARIA PADELLETTI, Gulnara Il corsaro
Gulnara mi piace perché è una figura di donna dalla personalità complessa, capace di amare e di odiare con la stessa intensità. Donna forte e tenace, è una schiava ed è la favorita del Pascià Seid,
ma cova il proposito di ucciderlo.
L’incontro con Corrado, il Corsaro, è per lei folgorante, perché se ne innamora immediatamente.
Corrado sarà arrestato dal Pascià, che lo destina a morte crudele, ma Gulnara rischia il tutto per tutto e lo farà fuggire, pur sapendo che Corrado ama un’altra, Medora.
Troverà poi il coraggio di uccidere da sola il tiranno.
Corrado ritrova la giovane Medora, che però muore suicida pensando di essere stata abbandonata.
Il contrasto fra i due personaggi femminili (Medora e Gulnara) si realizza anche attraverso splendide arie: Non so le tetre immagini (Medora) e Né sulla terra (Gulnara).

EDDY LOVAGLIO, Medora Il corsaro
Katia Ricciarelli – che fu, peraltro, grande interprete nel ruolo di Medora – affermò in un’intervista che l’Opera è “solitamente una storia d’amore tra tenore e soprano, e c’è sempre un baritono che ci si mette di mezzo!”. “Il Corsaro” fa eccezione: l’amore tra Corrado (il corsaro) e la sua amata, Medora, viene contrastato dalla schiava prediletta del Pascià, Gulnara, che si innamora di Corrado e fugge con lui. Medora s’avvelena, sì, come altre eroine verdiane, ma in quest’opera il corsaro, dopo la sua morte, si suicida gettandosi dalla scogliera. E’ qui che il personaggio di Medora più mi appartiene, la morte dell’amato le rende il giusto valore e conferisce a Corrado lo spessore che manca ad un personaggio selvaggio che non merita forse l’amore di una “Medora”.
L’amore di Medora è un amore non appagato, ma l’amore stesso è ciò che non si appaga. Gulnara rappresenta ciò che si ha, Medora, con la sua morte, è l’ideale che non si può avere. La grandezza dell’amore di Medora è tale che Corrado comprende quanto poco possa valere Gulnara per lui, ma lo capisce troppo tardi… come sempre avviene per l’uomo che tradisce: troppo tardi capisce ciò che ha perduto. Medora è un personaggio discreto, è un’amante in ombra ma è grazie a lei che il corsaro riluce, e per questo si spegne con lei.

LAURA BRICCHI, Lida La battaglia di Legnano
Coraggio, passione, fede: sono le caratteristiche di Lida, donna forte capace di affrontare il disonore pur di salvare l'uomo che ama; capace di affidarsi al cielo senza cedere alla disperazione.
E' per questo che il suo personaggio mi ha affascinato, e ho scelto di calarmi nei suoi panni per percorrere quello che spero sia un lungo viaggio insieme alle altre "Verdissime".

ANNA MARIA CATANO, Lina Stiffelio

LAURETTA RIBONI, Gilda Rigoletto

LUCIANA DALLARI, Leonora Il trovatore
Luciana è una donna molto sensibile, legata ai sentimenti, innamorata dell’arte e dell’amore e nella sua fantasia da sempre c’è la rincorsa al principe azzurro, un uomo gentile che la protegga.Non avrei mai immaginato, anche solo simbolicamente, di portare il nome di Leonora ma «…una notte tranquilla e silenziosa, ho sentito un irresistibile  canto e, corsa al balcone ho riconosciuto le figura del ‘mio’ Trovatore. Ho avvertito quella felicità che solo gli angeli possono provare!...Al mio cuore e al mio sguardo felice la terra è sembrata come il cielo...e tra le sue braccia, gli ho confessato che preferirei morire piuttosto che sposare un altro…» L’atmosfera notturna, il racconto d’amore e di passione, mi emozionano da sempre per quella che ritengo sia una delle più belle arie per soprano scritte da Giuseppe Verdi.
Leonora è pronta ad offrirsi al ‘cattivo’ pur di liberare l’uomo che ama anche se in realtà non ha intenzione di farlo. Per questo prende di nascosto il veleno che ha nell’anello prima di essere sua.
Una decisione di grande coraggio che anche Luciana, la moderna Leonora per salvare il ‘suo’ Manrico sarebbe pronta a fare. «…Sei tu dal ciel disceso o in ciel son io con te?» canta Luciana, onoratissima presidente delle Verdissime.com.

ILARIA NOTARI, Azucena Il trovatore
Le bellissime, le protagoniste, le eroine. Ogni spettatrice in teatro ha sognato per una volta di poter vestire i panni di Violetta, Aida, Leonora, o Alice solo per fare qualche esempio. Ma quando tra le Verdissime si creata l’opportunità di “essere” Azucena l’ho colta al volo. Intanto perché agisce nel Trovatore, un capolavoro, sintesi del genio di Verdi poi perché se molti sono i padri nelle opere verdiane, poche sono le madri e questo costituisce motivo di interesse. Azucena è comunque una protagonista. Verdi voleva infatti intitolare l’opera La gitana. Il compositore di Busseto prediligeva  Azucena della quale scrisse “quell’Azucena a cui io tengo tanto” e per questo anch’io, nel mio piccolo, l’ho amata ancor più. Solo con l’affermarsi dell’opera verista si è pensato ad una zingara più anziana, ma Azucena è giovane e seducente. Nella scelta del personaggio mi sono fatta guidare dalle parole di Verdi: se io fossi prima donna farei sempre nel Trovatore la parte della Zingara. 

CINZIA CASTRONOVO, Violetta La traviata
Il personaggio di Violetta mi ha sempre affascinato per l'intensità dei sentimenti che la caratterizza. L'amore per Alfredo di totale dedizione e di totale sacrificio alle norme sociali della sua famiglia, norme che invece Violetta nella vita precedente aveva violato.
Sentimenti sublimi e musica immortale del Maestro che ben conosceva l'animo femminile: Violetta è icona dell'amore sacrificale che muore ritrovando l'amore di Alfredo e sognando con lui ("Parigi o cara noi lasceremo.......... la vita uniti trascorreremo.....")

MARIANGELA FRANCH, Elena I Vespri Siciliani
Elena incorpora tre virtù per me fondamentali nell’esistenza di un individuo: la volontà di combattere per un ideale di libertà, il coraggio di sollevarsi contro un potere soffocante anche a scapito della propria incolumità e la lucidità di assegnare all’amore il giusto posto nella propria vita.

DONATELLA RONCONI, Mina Aroldo

CARLA ROTA, Maria/Amelia Simon Boccanegra
Rappresento Maria che, sotto il nome di Amelia, è una giovane donna tenera e gentile, contesa da due uomini che la amano moltissimo: il padre (Simone) e il suo grande nemico (Jacopo Fiesco), nonno materno di Maria. Altrettanto forte l’amore e il desiderio verso di lei del giovane gentiluomo genovese (Gabriele Adorno) di cui Maria si innamora.
Fra le tante eroine verdiane è forse stato il caso che mi ha indirizzato verso Maria/Amelia, di cui mi hanno affascinato le indubbie doti umane e la profondità dei  sentimenti. Sono molto gratificata dal potermi identificare con lei, seppure nella finzione. E’ un personaggio  che viene travolto dal dramma esistenziale e politico che sconvolge familiari e persone a lei vicine e che vive una tenera storia d’amore a lieto fine, pur se funestata da un grave lutto.
Mi piace pensare che Maria/Amelia, molto amata e desiderata, abbia contribuito a trasmettere un messaggio universale di pace, fratellanza e amore, che la rende sempre attuale e a noi vicina, in tempi così tormentati.
Anche se la mia identificazione con Maria/Amelia è solo una convenzione, sento di conoscerla e apprezzarla,  di provare per lei una grande simpatia e di volerle bene.

BEATRICE BIANCO, Amelia Un ballo in maschera
Il personaggio di Amelia rappresenta in modo attuale una femminilità non vissuta, la purezza di un forte sentimento amoroso che si tramuta in una forma di paura inconscia per il tradimento.
Verdi trasporta in musica questo amore profondo e casto carico di un forte lirismo e di una grande passionalità che contribuiscono ad esaltare la figura di Amelia donna innamorata e infelice.

ANNA MARIA CHIURI, Ulrica Un ballo in maschera

GIOVANNA CALCIATI, Leonora La forza del destino
Sfidare il "destino" e le cattive favole che nei decenni si sono accumulate intorno ad un'opera straordinariamente bella.
Nella mia ignoranza lirica, mi sembra che questa donna sia una delle poche eroine verdiane che ha tentato una strada di autonomia, pur nella solitudine penitenziale, pur costringendosi in vesti maschili.
L'epilogo tragico della Sua vita dimostra quanto siano stati e siano dannosi per le donne le relazioni umane basate sul "potere", sulle menzogne e sui perversi equivoci che genera, sulle sue assurde regole e sul suo crudele "codice d'onore".
Leonora, almeno, ci ha provato a sottrarsi a quel gioco infernale di mattanza, purtroppo é stata raggiunta e la sete di potere ed il sangue della vendetta l'hanno travolta, dilaniata nel cuore ed uccisa.

GIULIANA BIAGIOTTI, Preziosilla La forza del destino
Preziosilla è l'indomabile zingara della Forza del Destino che pare incarnare la perenne aspirazione degli oppressi alla felicità, sempre viva e vibrante sotto qualunque catena.
L'opera mette in evidenza il potere del destino e mi sono arresa al fato quando il personaggio di Preziosilla mi ha scelta.
Nel dramma cupo dell'opera l'indovina porta un raggio di sole, predice la buona sorte e incita al combattimento per la gloria, per l'onore e per la vittoria.
Può sembrare strano, ma nel quotidiano nel grande caos del nostro tempo, nel mio lavoro, mi sento proprio una moderna Preziosilla, come lei sostengo le persone e mi adopero a far ritrovare loro le motivazioni e la forza per ben sperare nel futuro.

ANGELA LONGIERI, Elisabetta Don Carlo
Ho scelto Elisabetta di Valois perchè  nell'opera appare quasi come una figura complementare, ma in realtà è il cuore della storia è Lei che fa emergere, ed interno a lei si sviluppano i grandi temi quali il conflitto padre-figlio, Stato Chiesa, concezioni politiche opposte.
E' un personaggio che esprime sentimenti positivi e valori quali la coerenza, il senso del bene collettivo ritenuto da lei  superiore al bene privato, la speranza in un "dopo" felice, unito alla ferma fiducia nel suo avverarsi, che condivido pienamente.

MILENA TIBALDI MONTENZ, La principessa Eboli Don Carlo
Ho scelto la principessa d'Eboli per le seguenti ragioni:
in primis perchè erano rimasti tre personaggi;
adoro Schiller e la Principessa è un falso storico perfettamente riuscito, infatti riesce ad innescare il dramma necessario  [ Schiller è un maestro in questo];
è una donna forte e volitiva, con caratteristiche estremamente avvincenti, un personaggio a tutto tondo, di grande fascino, appassionata nel perseguire i propri scopi.La sua totale dimensione umana ben si contrappone alla figura di Elisabetta, che  appare con  un'aria quasi di santa, di statua eburnea.

BEATRICE DELINDATI, Aida Aida
Ringrazio la Presidente Leonora che dopo 13 anni mi ha fatto ritornare con la fantasia sul palcoscenico del Teatro G. Verdi e ricordare le emozioni provate con l’Aida diretta dal M° Franco Zeffirelli: mi ricorderò sempre il giorno delle selezioni, alle prove ero la sua “bimba” e il giorno del debutto tutto sembrava magnifico e indimenticabile! La marcia trionfale è ricordata e suonata dalla maggior parte dei ragazzi che visitano i luoghi verdiani: penso che i valori umani di Verdi e la cultura della musica siano una ricchezza culturale imprescindibile per i giovani. “Celeste Aida…” così canta Radames per la sua amata… Aida ambisce a due felicità: la possibilità di diventare principessa del suo popolo tornando in patria e quella di amare Radames.L’opera è simbolica di ogni situazione in cui le aspirazioni degli individui (amore romantico e la libertà di realizzare i propri ideali) soccombono allo scontro tra forze storiche e alle ragioni di un potere pubblico. “Aida” è pensata da Verdi con due ambiti: la grande spettacolarità scenica: danze, cori (momenti collettivi) e le autentiche passioni umane (momenti intimistici) con passaggi di toccante dolcezza, che danno voce alle illusioni dei personaggi, alla realtà alla quale aspirano.Il finale tragico lascia i protagonisti nelle incomprensioni terrene ma con l’aspirazione alla redenzione nella dimensione ultraterrena. Verdi riesce a concepire “un’ armonia superiore” nella quale si realizza la felicità negata in terra, che è la vita eterna: “…si schiude il ciel”.Esiste un modo verdiano di vedere il mondo che commuove, poiché nella sua semplicità é sempre vicino agli eventi umani, concedendo all’uomo il più grande dei doni: la possibilità di dare un senso alla vita.
(Nubia Tagliaferro, 2008-2009-2010; Cinzia Camorali, 2011-2012; Elena Moneta, 2013)

MARINA BERNARDI, Amneris  Aida
Adoro la musica classica e, la lirica, mi ha sempre appassionata, anche se non conosco molte opere....
Il personaggio di Amneris mi è stato consigliato e, visto che Aida è l'unica opera che possiedo, ho pensato fosse una fortuita coincidenza positiva.
Per amore Amneris rinuncerebbe a tutto: titolo, rango e ricchezza..... L'amore è
la forza del sentimento che ha sempre contraddistinto il mio modo di
essere e di agire: è questa la grande affinità con il mio personaggio.

MARIA TERESA GUARNIERI,Desdemona Otello

GIULIA BASSI, Alice Falstaff
Tra zuccherosi e scanzonati commenti nei confronti di Falstaff, la comare Alice intona “Ma il viso mio su di lui risplenderà” un verso pieno di passione che sgorga in una contagiosa risata. E’ forte e decisa, sa guardare il mondo. A puntino concerta i suoi giochi beffardi (Avrò con me dei putti che fingeran folletti» anche all’indirizzo del marito e degli alti ‘maschi’ che popolano la commedia; nel contempo ostenta  una spiccata femminilità. Come non resistere al fascino di questo personaggio e volerle assomigliare almeno un poco? Inoltre dal giorno nel quale ho scoperto l’opera  autentico fuoco d’artificio musicale e testuale sono stata catturata nel più profondo da Verdi  e dalla sua irresistibile  verità sull’uomo ‘nato burlone’.  Non resisto a  quel ritmo di  tarantella con la quale si chiude il sipario del suo ultimo teatro; un brivido di commozione, solo a pensarci !

CRISTIANA VITA, Quickly Falstaff

MARIA GIOVANNA FORLANI, Nannetta Falstaff
Nannetta è la vita. Nannetta è la purezza e la felicità dell’amore tenero anche se beffardo. In Falstaff mi ha sempre affascinato l’incredibile contrasto di farsa e tragedia, di burla ed amarezza e anche i caratteri femminili della commedia di Shakespeare, vivono di questo gusto sagace dell’esistenza. Ho scelto Nannetta perché di lei amo la spensieratezza e l’ingenuità. Mi sento libera e infantile come lei! Verdi ritrovava in queste donne comari un po’ della sana poesia che forse da fanciullo gli era stata sottratta. Ringrazio Luciana Dallari per avermi consentito di sognare e di sentirmi personaggio. Verdi è un mondo! Verdi è lo spirito della vita! Verdi è un ideale dell’arte! Grazie alle Verdissime noi ritroveremo la vita autentica sulle ali di un palcoscenico immaginario.