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ROCCABIANCA: FESTA DELLA DONNA 2014 - OSPEDALE GIUSEPPE VERDI DI VILLANOVA - PREMIO GIORNALISTICO ELENA FORMICA “LEGGERE LA MUSICA”

Premio giornalistico Elena Formica “Leggere la musica”

Circa otto mesi fa, il 7 dicembre scorso, è scomparsa prematuramente Elena Formica, giornalista e musicista, grande conoscitrice di Giuseppe Verdi, che ha fatto di opera e musica il lavoro e la passione della sua vita. Per ricordarla, l’Associazione Verdissime.com in collaborazione con la Gazzetta di Parma, l’Unione Parmense degli Industriali, il Rotary Club Parma, la Fondazione Teatro Regio di Parma, Classic Voice e con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti dell'Emilia-Romagna bandisce la I edizione del Premio giornalistico Elena Formica “Leggere la musica”.
Suddiviso in due fasi, è rivolto a coloro che risiedono in Emilia Romagna e hanno un’età compresa tra i 18 e i 30 anni.Consiste nella scrittura di una recensione in lingua italiana di non oltre 2000 battute (spazi inclusi) di due spettacoli d’opera in programma al Teatro Regio di Parma e al Teatro alla Scala di Milano.
Nella prima fase, i candidati ammessi dovranno assistere alla prova generale de La forza del destino di Giuseppe Verdi al Teatro Regio di Parma martedì 7 ottobre 2014 per poi scrivere il resoconto entro le ore 12.00 del giorno dopo. La Giuria selezionerà per la fase successiva coloro che hanno realizzato i tre articoli migliori e che dovranno assistere alla prova generale di Fidelio di Ludwig van Beethoven al Teatro alla Scala di Milano giovedì 4 dicembre 2014; l’articolo di recensione dovrà essere consegnato il giorno dopo lo spettacolo entro le ore 16.00. La giuria stabiliràquindi tra essi il Primo, Secondo e Terzo premio. La partecipazione al concorso è gratuita.
Le candidature devono essere presentate compilando il modulo di partecipazione disponibile sul sito www.verdissime.com e inviandolo entro e non oltre il 15 settembre 2014 via mail a semprelibera@verdissime.com e via posta con lettera raccomandata a: Premio giornalistico Elena Formica “Leggere la musica” Gazzetta di Parma Via Mantova, 68 - 43122 Parma. Le candidature dovranno riportare chiaramente i dati anagrafici, indirizzo di residenza e numero di telefono di riferimento. Al modulo di partecipazione dovrà essere allegato un breve curriculum vitae, evidenziando eventuali esperienze realizzate dal candidato in ambito giornalistico, e alcuni elaborati sul tema opera e musica eventualmente già pubblicati.
Tra le domande pervenute, la giuria ammeterà, in base alla documentazione presentata, non oltre 10 candidati. La Giuria sarà composta da Gian Paolo Minardi che valuterà le competenze storico-musicologiche e da Andrea Estero che si focalizzerà sulle riflessioni e i giudizi dati agli interpreti e alla mise en scène; inoltre ne faranno parte Claudio Rinaldi (Capo Redattore di Gazzetta di Parma) Alessandro Cafiero (Marito di Elena Formica) Carlo Fontana (Amministratore esecutivo della Fondazione Teatro Regio di Parma) Luca Molinari (Consigliere dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna) Sabino Lenoci (Direttore de L’opera) Francesco Monaco (Capo Servizio Spettacoli di Gazzetta di Parma) Mara Pedrabissi (Giornalista di Gazzetta di Parma) Ilaria Notari (Verdissime.com Azucena, Il trovatore) Mauro Balestrazzi (scrittore e giornalista di Classic Voice).

La premiazione si terrà al Teatro Regio di Parma martedì 9 dicembre 2014 alle ore 11.00. Le tre recensioni saranno pubblicate su Classic Voice e su Gazzetta di Parma. I premi, 1.500 euro (primo premio), 1.000 euro (secondo premio), 500 euro (terzo premio) sono offerti da: Alessandro Cafiero, Rotary Club Parma, Unione Parmense degli Industriali, Gazzetta di Parma, Verdissime.com.
Il bando è pubblicato sul sito www.verdissime.com, è diffuso sui media nazionali e locali, ed è disponibile in formato cartaceo presso gli enti collaboratori del Premio stesso. Ulteriori informazioni relative al Premio, per quanto non espressamente precisato, potranno essere richieste via mail all’indirizzo semprelibera@verdissime.com.

Parma, 8 luglio 2014

L’Associazione Verdissime.com
in collaborazione con
Gazzetta di Parma, Unione Parmense degli Industriali, Rotary Club Parma,
Fondazione Teatro Regio di Parma, Classic Voice

e con il patrocinio di
Ordine dei Giornalisti dell'Emilia-Romagna
bandisce
la I edizione del
Premio giornalistico Elena Formica “Leggere la musica”
indetto per ricordare la giornalista e musicista, grande conoscitrice di Giuseppe Verdi, che ha fatto di opera e musica la passione della sua vita, scrivendone per Gazzetta di Parma e Classic Voice. La manifestazione, che premia le tre migliori recensioni, di non oltre 2000 battute, di due spettacoli d’opera, intende avvicinare i giovani al melodramma, stimolandone sguardo e ascolto consapevole, e vuole inoltre dare risalto al patrimonio musicale della città di Parma.

Requisiti di partecipazione
La manifestazione è rivolta a coloro che risiedono in Emilia Romagna
e hanno un’età compresa tra i 18 e i 30 anni.

La competizione
La manifestazione consiste nella scrittura di una recensione in lingua italiana di non oltre 2000 battute (spazi inclusi) di due spettacoli d’opera in programma al Teatro Regio di Parma e al Teatro alla Scala di Milano.
Nella prima fase i candidati ammessi alla competizione potranno assistere alla prova generale de La forza del destino di Giuseppe Verdi al Teatro Regio di Parma martedì 7 ottobre 2014 e dovranno consegnare l’articolo il giorno dopo lo spettacolo entro le ore 12.00. Tra gli elaborati pervenuti, la Giuria selezionerà i tre articoli migliori, che saranno ammessi alla fase successiva, nella quale potranno assistere alla prova generale di Fidelio di Ludwig van Beethoven al Teatro alla Scala di Milano giovedì 4 dicembre 2014 e dovranno consegnarne la recensione il giorno dopo lo spettacolo entro le ore 16.00.
La giuria sceglierà quindi tra essi il Primo, Secondo e Terzo Premio.


Documenti, tempi e modalità di partecipazione
La partecipazione alla competizione è gratuita.
Le candidature devono essere presentate compilando il modulo di partecipazione disponibile sul sito www.verdissime.com, inviandolo
entro e non oltre il 15 settembre  2014
via mail a  semprelibera@verdissime.com e via posta con lettera raccomandata a:
Premio giornalistico Elena Formica “Leggere la musica”
Gazzetta di Parma Via Mantova, 68 - 43122 Parma.

Le candidature dovranno riportare chiaramente i dati anagrafici,
indirizzo di residenza e numero di telefono di riferimento. Al modulo di partecipazione dovrà essere allegato un breve curriculum vitae, evidenziando
eventuali esperienze realizzate dal candidato in ambito giornalistico (blog, siti web, etc.), e alcuni elaborati sul tema opera e musica
eventualmente già pubblicati.
Tra le domande pervenute la giuria effettuerà
una preselezione dei 10 candidati da ammettere alla competizione,
in base alla documentazione presentata.

Prove

Prima fase (aperta ai 10 candidati ammessi al concorso)
Teatro Regio di Parma - Festival Verdi
martedì 7 ottobre 2014
La forza del destino di Giuseppe Verdi (prova generale)
in collaborazione con la Gazzetta di Parma

Seconda fase (aperta ai 3 candidati selezionati dalla Giuria nella prima fase)
Teatro alla Scala di Milano
giovedì 4 dicembre 2014
Fidelio di Ludwig van Beethoven (prova generale)
in collaborazione con Classic Voice

Giuria
I criteri di giudizio scelti per valutare gli articoli di recensione sulle rappresentazioni de La forza del destino e di Fidelio che saranno redatti dai partecipanti al concorso, sono legati ai due principali Commissari chiamati ad esprimersi sui contenuti più specifici degli elaborati stessi:

Gian Paolo Minardi           Andrea Estero

il prof. Gian Paolo Minardi valuterà le competenze storico-musicologiche,
mentre il dottor Andrea Estero si focalizzerà sulle riflessioni
e i giudizi dati agli interpreti e alla mise en scène.


La Giuria è inoltre composta da:

Mauro Balestrazzi
(scrittore e giornalista di Classic Voice)

Alessandro Cafiero
(Marito di Elena Formica)

Carlo Fontana
(Amministratore esecutivo della Fondazione Teatro Regio di Parma)

Sabino Lenoci
(Direttore de L’opera)

Luca Molinari
(Consigliere dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna)

Francesco Monaco
(Capo Servizio Spettacoli di Gazzetta di Parma)

Ilaria Notari
(Verdissime.com Azucena, Il trovatore)

Mara Pedrabissi
(Giornalista di Gazzetta di Parma)

 

Claudio Rinaldi
(Capo Redattore di Gazzetta di Parma)

 

 

Segretario Generale del Premio

Luciana Dallari
(Presidente Verdissime.com Leonora, Il trovatore)

collaboratori
Lucia Silvagna (Verdissime.com, Elena, I vespri siciliani), Maria Teresa Guarnieri (Verdissime.com, Desdemona, Otello), Giulia Bassi (Verdissime.com, Alice, Falstaff), Elena Moneta (Verdissime.com, Elisabetta, Don Carlo), Mauretta Ferrari Melli (Verdissime.com, Lady Macbeth, Macbeth), Nella Tanzi (Verdissime.com, Lida, La battaglia di Legnano), Marina Lenardon (Verdissime.com, Elvira, Ernani), Eddy Lovaglio (Verdissime.com, Medora, Il Corsaro), Stefania Melloni (Verdissime.com, Amelia, Un ballo in maschera)


 

Comitato dei Garanti
Il Comitato dei garanti segue lo svolgimento della manifestazione fino alla sua conclusione e pubblicazione delle recensioni e vigila sulla trasparenza e corretta gestione. Il Comitato dei garanti è composto da:
Eddy Lovaglio, Coordinatore
Alessandro Cafiero, Eddy Lovaglio, Luciana Dallari, Giulia Bassi,
Lucia Silvagna, Stefania Melloni, Paolo Maier, Membri

Premiazione
La Competizione si concluderà con l’assegnazione di tre premi
alle migliori recensioni.

La premiazione si terrà al Teatro Regio di Parma
martedì 9 dicembre 2014 alle ore 11.00.

Le tre recensioni saranno pubblicate
su Classic Voice e su Gazzetta di Parma.

1° premio         1.500 euro
2° premio    1.000 euro
3° premio       500 euro

I premi sono offerti da:
Alessandro Cafiero, Rotary Club Parma, Unione Parmense degli Industriali,
Gazzetta di Parma, Verdissime.com

Il presente bando è pubblicato sul sito www.verdissime.com, è diffuso sui media nazionali e locali, ed è disponibile in formato cartaceo presso gli enti collaboratori del Premio stesso.

Ulteriori informazioni relative al Premio, per quanto non espressamente precisato, potranno essere richieste via mail all’indirizzo semprelibera@verdissime.com

(cliccare per scaricare il bando di concorso)

Gazzetta di Parma, 27 settembre 2014. La Giuria al lavoro.
da sinistra: Luciana Dallari, Carlo Fontana, Claudio Rinaldi, Alessandro Cafiero, Ilaria Notari, Gian Paolo Minardi

Gazzetta di Parma 28 settembre 2014

 

8 ottobre 2014. Teatro Regio di Parma
I concorrenti al Premio Giornalistico Elena Formica “Leggere la musica”
Prova generale La Forza del destino di Giuseppe Verdi
(foto Roberto Ricci)

Teatro Regio, 9 dicembre 2014 - cerimonia di consegna dei Premi al
Concorso Giornalistico Elena Formica "Leggere la musica"

 

Lorenzo Baldini: Primo Premio
Due anime, per questo Fidelio scaligero a cui abbiamo assistito in occasione della consueta anteprima del 4 dicembre riservata agli under 30. Da un lato la regia di Deborah Warner: un’ambientazione contemporanea che sembra mescolare il realismo di Ken Loach alla cruda verità storica dei desaparecidos sudamericani, complici le scene industrialeggianti di Chloe Obolensky. Dall’altro la direzione di Daniel Barenboim, giocata fin dall’ouverture (qui s’è optato per la Leonore II) su tempi dilatati, impasti densi, silenzi che si fanno cellule fondanti del discorso musicale. La buca impone il ritmo alla messinscena e nei momenti leggeri da Singspiel non guasterebbe più stringatezza. Ma quando le intenzioni collimano, l’effetto è straordinario: non si scordano la toccante sospensione che regna nel quartetto del primo atto, l’attacco dell’aria di Leonore, le sonorità torbide dell’orchestra che nella scena della cisterna fanno idealmente il paio con le luci (curatissime) di Jean Kalman. In questa cornice, la compagnia di canto funziona a meraviglia. Primeggia la Leonore di Anja Kampe, credibile come maschiaccio en travesti e come eroina appassionata, spigliata nell’affrontare una tessitura vocale davvero impervia. Di timbro chiarissimo è Klaus Florian Vogt: finalmente un Florestan capace di qualche raffinatezza. Di segno diverso l’interpretazione di Falk Struckmann, Pizarro sopra le righe ma efficace, che tiranneggia il Rocco assai ben cantato di Kwangchul Youn. Giovani per voce e presenza scenica, quasi due adolescenti, Mojca Erdmann e Florian Hoffmann vestono i panni di Marzelline e Jaquino. Peter Mattei (un Don Fernando di lusso) completa il cast, tutto riunito in proscenio con coro e figuranti nell’abbagliante finale, fra petali che scendono e sciarpe che sventolano. Momento sinceramente festoso, suggello del mandato milanese di un Barenboim che in questi anni, con i complessi della Scala, ha saputo indagare a fondo il mistero dell’esecuzione beethoveniana.

 

Ruben Vernazza: Secondo Premio
Fidelio a tutto tondo. Una Leonore in tuta da meccanico probabilmente non si era mai vista. Titolo inaugurale della stagione della Scala di Milano, presentato in un’anteprima dedicata ai giovani il 4 dicembre, il Fidelio messo in scena da Deborah Warner nasce sotto il segno della contemporaneità e dell’iperrealismo. Il dramma di libertà e amore elaborato da Beethoven si svolge nella grigia desolazione di una fabbrica dismessa trasformata in carcere, contornato dalle azioni quotidiane di una selva di personaggi in abiti sciatti ma multicolori. Quando si ricolloca un classico nell’attualità il rischio di scadere nel banale è sempre dietro l’angolo; in questo caso, invece, il risultato è avvincente. Merito della coerenza drammatica delle scenografie di Chloe Obolensky e delle luci di Jean Kalman, ma soprattutto della credibilità di movimenti e gestualità dei cantanti: nelle sezioni dialogate pare addirittura di assistere all’esibizione di una compagnia di teatro di prosa. Oltre che a livello attoriale, il cast risulta eccellente anche dal punto di vista vocale. Di particolare rilievo le prove di Anja Kampe, che con la sua voce brunita ha dato vita a una Leonore appassionata, e di Klaus Florian Vogt, un Florestan dal timbro e dal fraseggio limpidissimi. L’autorevole cifra interpretativa di Daniel Barenboim si è palesata fin dall’ouverture (la Leonore II): alla cura delle dinamiche e degli impasti orchestrali (straordinaria, ad esempio, l’eleganza del trattamento dei contrabbassi) il direttore ha coniugato una scelta di tempi molto elastica, modellata sull’alternanza, propria della drammaturgia di Fidelio, fra tableaux estatici ed episodi di urgenza dinamica. Il finale secondo, colorato tripudio musicale e scenico, ha suggellato uno spettacolo accolto con entusiasmo. E non è mancato un gustoso siparietto finale, con Barenboim che, appena uscito in proscenio, si è attardato a fornire indicazioni interpretative a Falk Struckmann, eccellente Don Pizarro. Come a ricordare a tutti l’imminenza del vero battesimo del fuoco: la “prima” di Sant’Ambrogio.

 

Michele Donati: Terzo Premio
Dagli anfratti tenebrosi di una prigione alla luce salvifica della libertà: la parabola di Florestan e della sua fedele moglie Leonore pare rievocare, indirettamente, il mito platonico della Caverna. Il travagliato capolavoro operistico beethoveniano si presenta infatti come un processo di affrancamento dalla soggezione, al pari dell’antica metafora filosofica: attraverso una scrittura che miscela tensioni ottocentesche al chiarore intellettuale della cultura illuministica, Beethoven ha creato il suo personalissimo, fiducioso inno all’Umanità. Deborah Warner, nell’allestire lo spettacolo inaugurale della nuova stagione scaligera, pare proprio aver colto lo spirito di Fidelio: lavorando sulla recitazione dei cantanti, la regista britannica mette in scena un dramma atemporale, in cui si riassumono tanto i patimenti individuali quanto quelli universali. Accanto a lei Chloe Obolensky (scene e costumi) e Jean Kalman (luci). Alla guida dell’Orchestra del Teatro alla Scala, Daniel Barenboim compie scelte agogiche improntate ad una lentezza forse eccessiva, in cui si riscontrano prefigurazioni wagneriane. Una lettura in cui la lezione di Mozart e Haydn, a mio avviso essenziale, compare solo fugacemente. La compagnia di canto ha nel complesso retto positivamente la mostruosa partitura. Anja Kampe convince maggiormente nel primo atto, accusando la naturale stanchezza negli acuti, un po’ sbiancati, della parte finale. Con un bel timbro chiaro (che sembra ideale ad esempio per Tamino), Klaus Florian Vogt dà vita a un Florestan meno heldentenor e più lirico, venendo a capo della difficilissima parte nonostante un registro acuto non del tutto a fuoco.  Se Falk Struckmann era un Pizarro sì istrionico ma con emissione a tratti sporca, il Rocco di Kwangchul Youn si rivelava eccellente nella zona grave; Peter Mattei dimostrava invece la consueta abilità nel ricoprire il ruolo di Don Fernando. Mojca Erdmann era una Marzelline delicata, corretto lo Jaquino di Florian Hoffmann.

 

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