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ROCCABIANCA: FESTA DELLA DONNA 2015 - PARMA EXPO 2015 - BICENTENARIO DELLA NASCITA DI GIUSEPPINA STREPPONI - ADOZIONE A DISTANZA

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Ieri e oggi: la tragedia continua
Si ribadisce molte volte che la realtà supera la fantasia. E’ proprio così, quando si parla di violenza sulle donne. Gli scenari che si aprono, a proposito di storie legate a maltrattamenti rivolti al gentil sesso, arrivano ad essere spietati e macabri a tal punto che ci viene da esclamare ‘non può essere’….. Eppure sono tutti veri….. 
L’iniziativa delle Verdissime.com ‘Ciel! Dammi coraggio!?’,  ha messo in parallelo  vicende di fantasia -quelle ‘tipiche’ del melodramma non solo verdiano (questa volta fanno uno strappo alla regola !!!) e storie tratte dalla tragica cronaca quotidiana. A Parma il 7 marzo con “Ieri e oggi: la tragedia continua”, è stato approfondito questo triste dato, fotografato appena fuori di noi, mentre l’8 marzo (Giornata della Donna) a Roccabianca, in teatro con “L’Opera è una faccenda di donne”, -quasi per riflettere ed interiorizzare – sono stati proposti personaggi inventati appartenenti al passato, frutto della creatività di scrittori e musicisti, autori di testi che sono esaltati da una musica vivida, palpitante che arriva lontano. Accanto a chi porta alla luce, narrandolo, qualche brandello di quella tragica verità, sono stati commentati dei dati ed analizzati alcuni comportamenti con un’attenzione generale alle situazioni e alle azioni perpetrate: in primis nei confronti delle vittime ma anche degli autori di quei danni fisici e morali irreversibili.
Abbiamo iniziato facendo nomi reali che abbiamo messo insieme a quelli di fantasia: Ada, Tosca, Giulia, Livia, Gilda, Isa, Desdemona, Lucia. Sono le protagoniste di storie che non vorremmo mai udire, poiché raccontano di donne picchiate e umiliate proprio dai loro compagni. Sovente succede quando il sentimento degenera in infezione e la violenza si impossessa della casa, del loro iniziale nido d’amore trasformandolo in un girone infernale. S’insinua in ogni stanza, si nasconde per abbracciare – o meglio intrappolare- la sua preda. Il fatto è, che per lei da quelle stanze è impossibile scappare, da quell’abbraccio è durissimo liberarsi.  Un altro problema reale diventa superare l’imbarazzo, la vergogna e il timore di denunciare, dopo aver compreso che l’amore non può avere a che fare con le botte.
Senza appello: sono storie che tolgono il fiato. E spaventano.  Così numerose, così vicine. Così uguali anche quando le vittime sono diverse: ora donne con carriere internazionali. ora ragazzine, con gli occhi innamorati; ora italiane di seconda generazione. Le raccontiamo senza contestualizzarle, per rispetto. 
In questo viaggio all’inferno, la narrazione si alterna ad una piccola analisi del fenomeno per arrivare a rivolgere a chi ‘rappresenta’  gli autori (coloro che si prendono cura di loro: dato che possono essere… anzi sono malati). Tuttavia la domanda resta sempre una e…. immutata. Perché???

7 marzo 2015, Salone delle Feste, Museo Lombardi, Parma
Ieri e oggi: la tragedia continua. Tavola rotonda sul tema della violenza contro le donne.

 

Le domande

Al presidente del Centro Antiviolenza di Parma: Avv. Samuela Friggeri

Troppo spesso ormai apprendiamo dai telegiornali e dai quotidiani nazionali le tragiche notizie di violenze perpetrate sulle donne, ma com'è la realtà nella nostra città? Sono molte le donne che chiedono aiuto?

In che momento è in che modo una donna può rivolgersi al centro antiviolenza?

Quando ascoltiamo la cronaca di questi fatti ci viene quasi naturale prenderne le distanze, pensare che tutto sommato sono cose che capitano in realtà lontane, a persone con difficoltà, magari con problemi economici, magari senza un'educazione. Poi capita che ascoltiamo bene queste testimonianze e capiamo che le persone coinvolte ci assomigliano più di quanto vorremmo credere. Allora ci chiediamo, può veramente capitare a chiunque o esistono situazioni economiche o sociali più a rischio?

Al direttore dipartimento di salute mentale AUSL di Parma: Dott. Pietro Pellegrini

Quasi tutte le testimonianze raccontano di rapporti cominciati in modo "normale", sano: due persone si incontrano, si piacciono, si innamorano e decidono di cominciare un percorso di coppia. Poi all'improvviso la violenza. Ma questa violenza è veramente improvvisa o ci sono comportamenti, atteggiamenti che dovrebbero farci presagire qualcosa?

Se questi "indizi" esistono, quali sono? E una volta individuati cosa dobbiamo fare?

Quella che fa notizia è sicuramente la violenza fisica, ma esistono anche altri tipi di violenza, come quella psicologica. Si possono considerare due aspetti della stessa malattia? La violenza psicologica può sfociare in quella fisica?

Al dirigente della Questura di Parma: Dott.ssa Maria Grazia Ligabue

Nel momento in cui una donna in difficoltà si rivolge alle forze dell'ordine cosa avviene esattamente? In che modo si interviene? 

In ogni testimonianza si percepisce la paura della vittima a denunciare il proprio carnefice. In che modo vengono garantite sicurezza e protezione? 

Al sociologo dell’Università di Parma: Prof. Marco Deriu

Al responsabile e psicologo del Centro LDV di Parma: Dott.ssa Carla Verrotti e Dott. Jody Libanti

Se partiamo dal presupposto che l'uomo violento è malato, qual è la cura?

Soprattutto si può guarire? Un uomo violento può diventare un non violento?

Nei casi di violenza femminile si parla molto spesso delle donne, ma il fatto che esistano associazioni come Maschile Plurale e LDV, denota forse che anche l'uomo sia più consapevole del problema. È così? Sono molti gli uomini che chiedono aiuto perché riconoscono di avere un problema?

Come arrivano gli uomini all’LDV. Sono i maltrattanti che prendono coraggio (si fa per dire!) perché capiscono di essere malati oppure sono le Istituzioni che li fanno partecipare dopo la denuncia della donna?

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8 marzo 2015. Arena del Sole, Roccabianca
L’Opera è una faccenda di donne.

 

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